venerdì 16 marzo 2018

Storia del galgo spagnolo

Storia e tempi moderni - Cenni sulle razze levriere

La genetica ha confermato che i Levrieri e i Cani cosiddetti Primitivi rappresentano le prime razze - o i primi gruppi omogenei, che affiancarono l'uomo in un periodo antecedente al 5000 a. C., durante il passaggio dell'umanità dalla condizione di caccia-raccolta a quella di agricoltura-allevamento. L'area geografica in cui si sviluppò, nel corso dei millenni, la simbiosi fra gli uomini e questi due gruppi di razze canine si estende fra Mezzaluna Fertile e la penisola Iberica, comprendendo parte dell'Eurasia e del Nord Africa.

Gli studi genetici più recenti hanno confermato che i Levrieri propriamente detti e il gruppo denominato genericamente "cani primitivi" sono le razze più antiche: i primi veri cani differenziati dal lupo. Sono state identificate dieci famiglie di razze canine e la relativa tipologia dei progenitori, incrociando i risultati ottenuti con dati di origine storica e per immagini per determinare l’ordine di tempo in cui si sono evoluti. Questo studio conferma in particolare che i progenitori dei levrieri sarebbero comparsi intorno al 5000 a. C., nell'area mesopotamica.

A partire dall'area della mezzaluna fertile, i levrieri si sarebbero diffusi radialmente in tutta la regione Eurasiatica, al seguito delle ondate migratorie umane o come oggetto di scambi commerciali. Il bacino del Mediterraneo in particolare rappresenta uno dei teatri principali dell'avventura dei levrieri. Prima di addentrarci nel cuore dell'argomento, è utile evidenziare la distinzione fra i Levrieri propriamente detti e i cani "primitivi".
È utile innanzi tutto confrontare due immagini di un levriero tipico (Greyhound) e un primitivo mediterraneo tipico (Kritikos Ichnilatis o Cretan Hound), levrieri e i cani primitivi differiscono anche per la tecnica di caccia.
Il Greyhound è considerato il levriero "per antonomasia" e sono ben note le sue formidabili capacità atletiche dovute alla peculiare fisiologia che, peraltro, caratterizza in genere tutti i levrieri: maggiore massa muscolare, cuore più grande, maggiore massa sanguigna, arterie più elastiche per sopportare i bruschi aumenti di pressione: sotto sforzo il cuore di un levriero può battere oltre 300 volte al minuto;
L'habitat originario dei levrieri era costituito da vaste e basse praterie, aperte e ventose : come tutti i predatori evolutisi in questo tipo di habitat, i levrieri hanno sviluppato principalmente il senso della vista e individuano le prede esplorando il territorio con lo sguardo, attenti ad ogni più lieve movimento.
La tecnica di caccia del levriero è conseguente al tipo di ambiente aperto e pianeggiante: esplorazione visiva, individuazione della preda, rapidissimo inseguimento, adattando la traiettoria ai bruschi cambiamenti di direzione della preda stessa.
I Cani Primitivi sono meno veloci nella corsa rispetto ai levrieri, ma compensano con una straordinaria agilità che permette rapidi spostamenti su terreni accidentati e montagnosi, dove un levriero sarebbe nettamente svantaggiato; inoltre presentano vista, udito e olfatto altamente sviluppati e utilizzano contemporaneamente tutti e tre i sensi nell'attività di caccia.
Alcuni studiosi sospettano che svariate razze primitive si siano evolute indipendentemente e che le somiglianze fisiche e funzionali siano dovute ad un fenomeno di evoluzione avvenuto in aree geografiche diverse caratterizzate da ambiente simile (regioni insulari, clima caldo/secco, territori montagnosi e accidentati)
Le tracce archeologiche e artistiche ci presentano le più antiche raffigurazioni di cani simili al Cane Cretese che risalgono al neolitico: come testimoniano le pitture rupestri dell'altopiano del Tassili n'Ajjer, Algeria, risalenti al 7000 a. C.
Peraltro nelle medesime pitture rupestri appaiono anche cani da caccia di grande taglia e di forme levriere, che fanno sospettare una differenza funzionale fra razze da caccia già distinte.

In sintesi, il Nord Africa rappresenta con ogni probabilità l'area di origine dei cani primitivi mediterranei, mentre le pianure della mezzaluna fertile rappresentano l'area di origine dei levrieri.  Nella mastaba di Ptahotep (visir e amministratore cittadino vissuto fra il XXV e il XXIV secolo a.C.) sono visibili cani impegnati nella caccia: le proporzioni rispetto alle prede permettono di capire che anche nelle dimensioni questi cani egizi erano del tutto simili all'attuale cane cretese.
Questa razza egizia era tanto diffusa e stabile da essere designata con un nome specifico: "Tesem". È giunto sino a noi il nome proprio di un cane di razza Tesem: Abuwtiyuw (pronuncia "Abutiu") ed è il più antico nome di animale domestico che ci sia pervenuto la testimonianza è rappresentata dal ritrovamento, nel 1935, di un'iscrizione posta nella tomba di un importante personaggio ignoto della tarda VI dinastia (2345–2181 a. C.), nella necropoli di Giza; l'iscrizione è dettagliata:
"il cane da guardia di sua maestà. Abuwtiyuw è il suo nome. Sua Maestà ordinò che egli fosse inumato, che fosse posto in una bara (tratta) dal tesoro reale, (con) fine lino in quantità (e) incenso. Sua Maestà pose un profumato unguento e (ordinò) che la tomba fosse costruita dalle squadre dei suoi muratori. Sua Maestà (ordinò) che egli fosse onorato davanti al grande dio Anubis"


È interessante notare che il primo termine dell'iscrizione, in lingua originale, è proprio "tsm" ovvero Tesem: un chiaro riferimento alla razza cui esso apparteneva.
 

Altre immagini confermano l'omogeneità, le diffusione e l'importanza dei cani di questa razza. Non è possibile citare questa tipologia di cani senza menzionare un singolare ma significativo quesito, meritevole di approfondimento: è noto che l'importante dio Anubis, protettore delle necropoli e signore dell'aldilà egizio, veniva rappresentato con un dio dall'aspetto canino.

Il Tesem era ben distinto dai levrieri: anche in questo caso l'arte egizia ci ha tramandato informazioni iconografiche dettagliate.
La civiltà egiziana contemplava varie razze canine ben distinte, derivanti quindi da una selezione non casuale; anche in questo caso ci sono pervenuti veri e propri "cataloghi" di immagini di estrema precisione.





Anche i levrieri, chiaramente distinti dai Tesem, ricoprivano un ruolo importante nella società egizia, sia come cani da caccia grossa che come cani da guardia, soprattutto contro i predatori. Un flabello d'oro, parte del tesoro del celebre faraone Tutankhamon (1341 - 1323 a.C.) , riporta una scena di caccia allo struzzo con l'ausilio di un cane levriere: la lunghezza della coda, la posizione e la forma delle orecchie e l'impiego in una caccia su prede veloci, non lasciano adito a dubbi circa la razza.
Oltre al già citato Cane Cretese, altre razze mediterranee possono vantare un'ascendenza, più o meno diretta, dai cani egizi. Nell'areale Italico incontriamo il Cirneco dell'Etna, originario della Sicilia, e il Cane dei Faraoni, originario dell'isola di Malta.
Nel corso dei secoli, gli uomini sono migrati verso vaste aree non solo del mediterraneo per commercializzare i loro prodotti portandosi al seguito anche i cani. La struttura dei cani si è quindi adattata al cambio climatico, di territorio e di utilizzo delle sue capacità dando origine alle diverse razze che oggi conosciamo.In ognuno dei paesi che componeono l’attuale europa, vi è un tipo di levriero proprio del territorio con caratteristiche simili ma perfezionate all’habitat.Il nostro levriero spagnolo si suppone che sia arrivato in Spagna al seguito delle invasioni galliche  tanto è che il nome che definisce il levriero nella lingua spagnola è un derivato dal canis gallicum, e quindi Galgo.

Galgo español definisce il nome proprio di razza.



 Corazon de Galgo Rescue italia - 15 marzo 2018

Fonte: articolo online di Alberto Bertelli

2 commenti:

  1. Assolutamente molto interessante!

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  2. Molto interessante! Da storica non posso che confermare ciò che è stato pubblicato e sono felice che possa essere letto da tutti gli amanti di questa razza.

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